
Questo librino è uscito già qualche anno fa, ma se lo trovate ve lo consiglio caldamente.
Kaisa Leka ci racconta l'autobiografia dei suoi "poveri piccoli piedi" o, meglio, di come ha deciso di farseli amputare. Colpita fin da piccola da una grave forma di artrite, si rifiuta di passare la sua vita schiava degli antidolorifici: decide quindi di farsi ricoverare, scambiando i suoi piedi malati con due protesi hight-tech nuove fiammanti (detta così in soldoni potrebbe sembrare una cosa fuori di testa, la realtà è un po' più... ehm... complessa).
Il tema è decisamente drammatico ma la storia, disegnata con tratti naif e popolato da topi e papere, è autoironica e commovente. Insomma, una lettura non convenzionale che può colpire anche un lettore non abituato ai fumetti (ho fatto un esperimento con la mia coinquilina e le è piaciuto moltissimo) di una autrice che ammiro tantissimo e che spero di vedere presto di nuovo in libreria!
Kaisa Leka ci racconta l'autobiografia dei suoi "poveri piccoli piedi" o, meglio, di come ha deciso di farseli amputare. Colpita fin da piccola da una grave forma di artrite, si rifiuta di passare la sua vita schiava degli antidolorifici: decide quindi di farsi ricoverare, scambiando i suoi piedi malati con due protesi hight-tech nuove fiammanti (detta così in soldoni potrebbe sembrare una cosa fuori di testa, la realtà è un po' più... ehm... complessa).
Il tema è decisamente drammatico ma la storia, disegnata con tratti naif e popolato da topi e papere, è autoironica e commovente. Insomma, una lettura non convenzionale che può colpire anche un lettore non abituato ai fumetti (ho fatto un esperimento con la mia coinquilina e le è piaciuto moltissimo) di una autrice che ammiro tantissimo e che spero di vedere presto di nuovo in libreria!
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